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C’è da rimanere incantati con la musica di Ethan Rose. Dopo due lavori su Locust (“Ceiling Songs” e “Spinning Pieces”), il musicista di Portland (lo si può ascoltare anche nel recente film di Gus Van Sant “Paranoid Park”) raccoglie in “Oaks” un grappolo di tracce estasianti, dallo sconfinato fluire cosmico.
I suoni prodotti nell’album provengono da un organo Wurlitzer del 1926, succuccessivamente processati e dilatati attraverso il computer: dalla connessione tra analogico e digitale fuoriescono dei raffinati bozzetti atmosferici drone-ambient screziati di glitch, dalle microelevazioni delicatamente melodiche fluttuanti verso paradisiaci lidi dreamy.
Episodi come “On Wheels Rotating”, “Grand Marcher”, “The Floor Released”, “Scenes From When” o ”Bottom” sono semplicemente meraviglie che stregano: da qualche parte le abbiamo già udite sonorità simili, ma non per questo rinunciamo all’ennesimo, irresistibile coinvolgimento.
(Baskaru)
(4/5)
Massimiliano Drommi
- 28-4-2009
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