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James Blackshaw - The Glass Bead Game - CD |
“Cross”, che apre il nuovo album di James Blackshaw, proietta lungo orizzonti raggianti, immergendo dentro atmosfere dalle tinte dreamy, in uno scintillio di sensazioni fascinose che quasi si vorrebbe non avessero mai fine. Incantevole a dir poco, come un tramonto infuocato su un cielo azzurro sul finire dell’estate. “Bled”, pezzo più scarno e intimista del precedente, si tinge di blu, lasciando zampillare un fingerpicking sanguigno quanto risoluto, che avvolge e ritempra. Con “Fix” le ambientazioni si fanno austere e classicheggianti, grazie all’intervento di pianoforte e archi. In “Key” si torna a contemplare l’essenzialità di una chitarra acustica (per quanto a 12 corde), e le melodie che ne scaturiscono finiscono con l’elevarsi verso il cielo con grande purezza. Dopodiché arrivano i quasi 19 minuti di “Arc”, a far calare il sipario su “The Glass Bead Game”: ricompare il piano - in odore di minimalismo – e il suono si inspessisce attraverso risonanze e bagliori drone.
Un James Blackshaw un po’ diverso dal solito - forse a caccia di nuove emozioni - , ma non per questo meno coinvolgente rispetto al passato. Ospiti del disco Joolie Wood (Current 93, Simon Finn), John Contreras (Baby Dee, Current 93) e Lavinia Blackwall (Directing Hand).
(Young God)
(4/5)
Massimiliano Drommi
- 30-3-2010
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